Archivi categoria: Rassegna Stampa

Minori, venerdì 21 giugno la “Festa della Musica”

Tutta l’Europa, in questo giorno, si ritrova unita nel celebrare uno degli appuntamenti più movimentati e culturalmente rilevanti del panorama musicale.
La Festa della Musica si attesta, ormai, tra gli appuntamenti annuali consolidati anche per la Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta che se ne fa promotrice per il sesto anno consecutivo, aderendo alla giornata internazionale.
Quest’anno la festa della Musica approda in Costiera Amalfitana, nella suggestiva e poetica cornice della Villa Romana di Minori.
La Villa Marittima risale all’inizio del I sec.d.C. Dell’edificio, originariamente su due livelli, sono visibili solo alcuni ambienti ornati di stucchi e resti di affreschi organizzati intorno al viridarium, cinto da portico ad arcate. Interessanti sono,inoltre, il triclinium e le terme.
Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è collegato l’annesso Antiquarium, che raccoglie pitture e materiale romano rinvenuto in altre ville della zona.
Le ricche decorazioni pittoriche del triportico e degli ambienti interni (III stile pompeiano), consentono di collocare l’impianto originario della villa nell’età giulio-claudia
A partire dalle 18:00 allo scenario mozzafiato e al paesaggio incantato si uniranno le note e i ritmi di strumenti, passi e voci: la musica, vera protagonista della festa, entrerà in scena con tutto il suo vigore emotivo.
Nel corso della serata sarà possibile visitare esposizioni di strumenti e produzioni artigianali e prendere parte alle degustazioni di prodotti tipici enogastronomici.
L’evento è promosso dalla Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta e dalle associazioni Daltrocanto e Mumble Rumble con la collaborazione del Comune di Minori, della Pro Loco di Minori e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno.

Programma musicale

ACCADEMIA MUSICALE ETHOS: il cerchio della vita
performance di voci, bicchieri e strumenti ritmici
CORO POLIFONICO AMICI DI SAN FRANCESCO
CORO VOCI BIANCHE E VERDI NOTE della Scuola di musica Cammarota di Minori
KINDER QUARTET – Quartetto di chitarre dell’Associazione Officine Musicali di Baronissi
ROBERTA PARRAVANO: |EURITMOS| performance breve di teatro danza e danze etniche
GRUPPO ZED
SANCTO JANNE
ANTONIO SMIRIGLIA & COMPAGNIA DALTROCANTO
…e i ragazzi dei laboratori “Danzare Insieme 2013”

Leggi: http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?articolo=festa-della-musica-21-giugno-2013-villa-romana–minori&ID=16146#ixzz2Wenclu6y

MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”

MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”
Segnaliamo con piacere un articolo dell’amico professor dott. Massimo Gambardella (docente di latino in Piemonte), pubblicato su Positanonews, in celebrazione degli ottanta anni dalla scoperta dell’antica Villa romana marittima di Minori (SA).
MINORI (COSTA D’AMALFI): Era l’aprile dell’anno 1932. Più o meno proprio in questi giorni un piccolo cantiere edile stava per trasformarsi in un rinvenimento eccezionale, forse non totalmente inatteso, almeno per alcuni. Ma andiamo per ordine, partendo dai fatti.
Tra le carte conservate presso l’archivio della Direzione dei Musei Provinciali di Salerno si possono leggere alcuni interessanti documenti relativi all’accaduto.
Non mi è stato possibile rintracciare un’indicazione più precisa circa la data, ma almeno i nomi di alcuni protagonisti sono segnalati nelle carte dell’epoca. Innanzitutto, il muratore capomastro Luigi D’Amato; oltre a lui, un esposto datato 10 ottobre 1936 indica come scopritori, forse non in prima battuta ma come persone in varia misura coinvolte nella vicenda, Alfonso Sammarco (fu Alfonso), proprietario del suolo in cui erano in corso dei lavori di scavo, gli operai Gerardo Proto (fu Giovanni) e Salvatore Proto (fu Giuseppe) e il mastro muratore Domenico D’Amato. Più o meno la scoperta si determinò per la più classica delle casualità: ne rievoco qualche particolare attraverso le parole del D’Amato stesso, contenute in una lettera del 23 dicembre 1936. I toni sono epici, come si conviene: “In un giorno di splendida aurora e nell’intensa volontà di lavoro, mentre raccoglieva materiali per tale costruzione [si tratta di un manufatto murario in costruzione sul suolo del Sammarco], sentì sotto un’eco che annunziava qualche cosa d’importanza: a tale impressione egli cercò subito un piccone ed incominciai [sic!] a rompere la vecchia fabbrica facendo un foro di 50 cent. quadrati all’incirca, ove con una lunga scala all’uso contadino scendette giù al grande salone nascosto, informandone immediatamente l’autorità locale ed a loro volta i Capi di Cot. On.le Provincia, i quali energicamente ne curarono i lavori di scavo”.
Il documento, al di là delle caratteristiche formali, è pure interessante perché contenente una supplica a che lo scopritore fosse preferito in qualche attività legata alla gestione del sito (“qualsiasi lavoro o assistenza”, si legge). Forse c’è da cogliere anche il segno di una situazione economica non florida per un paesino la cui principale ricchezza, i pastifici, segnavano il passo e il turismo era ancora di là da venire. In ogni caso, da quel momento iniziò la fase degli scavi e delle demolizioni: i primi riportarono alla luce, nel corso di alcuni anni, gli ambienti del piano inferiore e tracce del piano superiore, alcuni affreschi e qualche mosaico (oltre ad una serie variegata di reperti in parte conservati nell’attuale Antiquarium) e dimostrarono quanto l’insediamento romano fosse esteso nella valle del Reginna Minor. Si pensi che resti di ambienti romani sono stati rinvenuti anche nei pressi dell’attuale chiesa di Santa Lucia (per chi conosce il paese, ben più a nord rispetto al sito). Le demolizioni, poi, interessarono una serie di edifici che insistevano in particolare lungo i lati meridionale e occidentale del porticato.
Quella degli scavi è forse una pagina ancora da scrivere: ad esempio, quanto è stato perso (o nascosto!) con il successivo sviluppo edilizio del secondo dopoguerra? Ma non è questo l’unico interrogativo che non ha trovato risposta (se pur sarà possibile trovarne una). Nulla si sa circa l’identità del proprietario della villa. Da approfondire sarebbe anche la questione relativa all’uso di alcuni ambienti già prima del 1932. Come noto, le prime notizie relative all’esistenza di un edificio di età romana risalgono agli anni settanta del XIX, allorquando Luigi Staibano, componente della Commissione Archeologica di Principato Citra, attestò l’esistenza di terme (ancora oggi visitabili). Né va dimenticato che l’area in cui sorge la villa è indicata nei documenti e nelle carte ottocentesche come “località Grotte”, un chiaro segnale che alcuni ambienti erano stati presumibilmente già “scoperti” e usati come cantine.
La villa marittima risale al I sec. d. C.: ha dunque duemila anni di vita, ha i suoi acciacchi, come si conviene ad un vecchietto che ne ha viste tante. Merita le nostre cure e le nostre attenzioni. Merita di essere celebrata e conosciuta. E forse ulteriormente studiata. Per il momento ricordiamoci almeno della sua esistenza.
Un’ultima nota: esistono già degli studi sul sito archeologico e sarebbe opportuno che essi fossero raccolti nella Biblioteca comunale (se ancora non è stato fatto), accanto alla documentazione fotografica e audiovisiva esistente. Mi permetto di segnalare ai più curiosi una chicca: sul sito internet dell’Istituto Luce è possibile rintracciare un brevissimo filmato sui lavori di scavo risalenti agli anni Trenta.
Un punto di partenza obbligato, forse, per rendere attuali questi elementari auspici.
Dott. Prof. Gambardella Massimo

MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”Posted on 26 aprile 2012 by dla 0Segnaliamo con piacere un articolo dell’amico professor dott. Massimo Gambardella (docente di latino in Piemonte), pubblicato su Positanonews, in celebrazione degli ottanta anni dalla scoperta dell’antica Villa romana marittima di Minori (SA).
MINORI (COSTA D’AMALFI): Era l’aprile dell’anno 1932. Più o meno proprio in questi giorni un piccolo cantiere edile stava per trasformarsi in un rinvenimento eccezionale, forse non totalmente inatteso, almeno per alcuni. Ma andiamo per ordine, partendo dai fatti.

Tra le carte conservate presso l’archivio della Direzione dei Musei Provinciali di Salerno si possono leggere alcuni interessanti documenti relativi all’accaduto.
Non mi è stato possibile rintracciare un’indicazione più precisa circa la data, ma almeno i nomi di alcuni protagonisti sono segnalati nelle carte dell’epoca. Innanzitutto, il muratore capomastro Luigi D’Amato; oltre a lui, un esposto datato 10 ottobre 1936 indica come scopritori, forse non in prima battuta ma come persone in varia misura coinvolte nella vicenda, Alfonso Sammarco (fu Alfonso), proprietario del suolo in cui erano in corso dei lavori di scavo, gli operai Gerardo Proto (fu Giovanni) e Salvatore Proto (fu Giuseppe) e il mastro muratore Domenico D’Amato. Più o meno la scoperta si determinò per la più classica delle casualità: ne rievoco qualche particolare attraverso le parole del D’Amato stesso, contenute in una lettera del 23 dicembre 1936. I toni sono epici, come si conviene: “In un giorno di splendida aurora e nell’intensa volontà di lavoro, mentre raccoglieva materiali per tale costruzione [si tratta di un manufatto murario in costruzione sul suolo del Sammarco], sentì sotto un’eco che annunziava qualche cosa d’importanza: a tale impressione egli cercò subito un piccone ed incominciai [sic!] a rompere la vecchia fabbrica facendo un foro di 50 cent. quadrati all’incirca, ove con una lunga scala all’uso contadino scendette giù al grande salone nascosto, informandone immediatamente l’autorità locale ed a loro volta i Capi di Cot. On.le Provincia, i quali energicamente ne curarono i lavori di scavo”.
Il documento, al di là delle caratteristiche formali, è pure interessante perché contenente una supplica a che lo scopritore fosse preferito in qualche attività legata alla gestione del sito (“qualsiasi lavoro o assistenza”, si legge). Forse c’è da cogliere anche il segno di una situazione economica non florida per un paesino la cui principale ricchezza, i pastifici, segnavano il passo e il turismo era ancora di là da venire. In ogni caso, da quel momento iniziò la fase degli scavi e delle demolizioni: i primi riportarono alla luce, nel corso di alcuni anni, gli ambienti del piano inferiore e tracce del piano superiore, alcuni affreschi e qualche mosaico (oltre ad una serie variegata di reperti in parte conservati nell’attuale Antiquarium) e dimostrarono quanto l’insediamento romano fosse esteso nella valle del Reginna Minor. Si pensi che resti di ambienti romani sono stati rinvenuti anche nei pressi dell’attuale chiesa di Santa Lucia (per chi conosce il paese, ben più a nord rispetto al sito). Le demolizioni, poi, interessarono una serie di edifici che insistevano in particolare lungo i lati meridionale e occidentale del porticato.
Quella degli scavi è forse una pagina ancora da scrivere: ad esempio, quanto è stato perso (o nascosto!) con il successivo sviluppo edilizio del secondo dopoguerra? Ma non è questo l’unico interrogativo che non ha trovato risposta (se pur sarà possibile trovarne una). Nulla si sa circa l’identità del proprietario della villa. Da approfondire sarebbe anche la questione relativa all’uso di alcuni ambienti già prima del 1932. Come noto, le prime notizie relative all’esistenza di un edificio di età romana risalgono agli anni settanta del XIX, allorquando Luigi Staibano, componente della Commissione Archeologica di Principato Citra, attestò l’esistenza di terme (ancora oggi visitabili). Né va dimenticato che l’area in cui sorge la villa è indicata nei documenti e nelle carte ottocentesche come “località Grotte”, un chiaro segnale che alcuni ambienti erano stati presumibilmente già “scoperti” e usati come cantine.
La villa marittima risale al I sec. d. C.: ha dunque duemila anni di vita, ha i suoi acciacchi, come si conviene ad un vecchietto che ne ha viste tante. Merita le nostre cure e le nostre attenzioni. Merita di essere celebrata e conosciuta. E forse ulteriormente studiata. Per il momento ricordiamoci almeno della sua esistenza.
Un’ultima nota: esistono già degli studi sul sito archeologico e sarebbe opportuno che essi fossero raccolti nella Biblioteca comunale (se ancora non è stato fatto), accanto alla documentazione fotografica e audiovisiva esistente. Mi permetto di segnalare ai più curiosi una chicca: sul sito internet dell’Istituto Luce è possibile rintracciare un brevissimo filmato sui lavori di scavo risalenti agli anni Trenta.
Un punto di partenza obbligato, forse, per rendere attuali questi elementari auspici.

Dott. Prof. Gambardella Massimo

Ozi marittimi

Dopo che nel 31 a.C., ad Azio in Grecia, Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra, ponendo fine a decenni di guerre civili che avevano insanguinato Roma, nessun bisogno fu più grande di quello di un periodo di pace e stabilità. Il vincitore dei nemici giurati di Roma, divenuto imperatore e nominato dal Senato Augustus, riuscì attraverso le capacità politiche e la raffinatezza intellettuale della sua corte a trasformare profondamente non solo l’immagine della città di Roma ma ogni aspetto della vita romana…..

per saperne di più

http://www.ozimarittimi.it/new/

Giornate del patrimonio 29-30 settembre 2012

Fonte Mibac:

Come di consueto, l’Italia aderisce, insieme ad altri 49 Stati Europei, alle Giornate Europee del Patrimonio 2012 che avranno luogo nel nostro Paese il 29 e il 30 settembre, con lo slogan, ormai consolidato: “L’Italia tesoro d’Europa”.
L’azione congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea ha come scopo primario quello di avvicinare i cittadini europei ad una migliore e reciproca comprensione malgrado le differenze di cultura e di lingua, attraverso l’organizzazione di manifestazioni culturali che mettano in luce il saper fare, le tradizioni locali, l’architettura e gli oggetti d’arte, ma anche la presentazione di beni culturali inediti e l’apertura straordinaria di edifici storici.
Gli obiettivi delle Giornate Europee sono quelli di sensibilizzare i cittadini europei alla ricchezza e alla diversità culturale dell’Europa, creare un clima ideale per fare accettare il ricco mosaico delle culture europee e favorire una più grande tolleranza in Europa che vada al di là delle frontiere nazionali, sensibilizzare il grande pubblico e il mondo politico alla necessità di proteggere il patrimonio culturale.
A questa grande festa europea, il MiBAC partecipa con oltre 1500 appuntamenti, organizzati dai propri Istituti centrali e territoriali che, per l’occasione, aprono gratuitamente al pubblico tutti i luoghi d’arte statali, che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. A questi si affiancano i luoghi d’arte appartenenti ad altre realtà (Istituzioni, Enti) che hanno aderito alla manifestazione.
Come ogni anno, hanno assicurato la loro partecipazione, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Regioni e Province autonome e le Istituzioni culturali a carattere pubblico e privato.

Come di consueto, l’Italia aderisce, insieme ad altri 49 Stati Europei, alle Giornate Europee del Patrimonio 2012 che avranno luogo nel nostro Paese il 29 e il 30 settembre, con lo slogan, ormai consolidato: “L’Italia tesoro d’Europa”.
L’azione congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea ha come scopo primario quello di avvicinare i cittadini europei ad una migliore e reciproca comprensione malgrado le differenze di cultura e di lingua, attraverso l’organizzazione di manifestazioni culturali che mettano in luce il saper fare, le tradizioni locali, l’architettura e gli oggetti d’arte, ma anche la presentazione di beni culturali inediti e l’apertura straordinaria di edifici storici.
Gli obiettivi delle Giornate Europee sono quelli di sensibilizzare i cittadini europei alla ricchezza e alla diversità culturale dell’Europa, creare un clima ideale per fare accettare il ricco mosaico delle culture europee e favorire una più grande tolleranza in Europa che vada al di là delle frontiere nazionali, sensibilizzare il grande pubblico e il mondo politico alla necessità di proteggere il patrimonio culturale.
A questa grande festa europea, il MiBAC partecipa con oltre 1500 appuntamenti, organizzati dai propri Istituti centrali e territoriali che, per l’occasione, aprono gratuitamente al pubblico tutti i luoghi d’arte statali, che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. A questi si affiancano i luoghi d’arte appartenenti ad altre realtà (Istituzioni, Enti) che hanno aderito alla manifestazione.
Come ogni anno, hanno assicurato la loro partecipazione, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Regioni e Province autonome e le Istituzioni culturali a carattere pubblico e privato.

Ozimarittimi

Racconto, con l’ausilio di installazioni permanenti, della giornata tipo trascorsa dai ricchi proprietari romani nelle loro residenze marittime.

Ombre rievocano, attraverso i versi degli antichi scrittori ed i gesti di tutti i giorni, non solo i colori ed i sapori dei banchetti e delle feste offerte agli ospiti di turno, ma soprattutto le incombenze filosofiche, religiose e politiche che accompagnano il soggiorno in villa del ricco proprietario.

L’evento è promosso dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania

Redattore: MARIA NAPPI

Informazioni Evento:

Data Inizio:29 settembre 2012

Data Fine: 30 settembre 2012

Costo del biglietto: Per informazioni             089 852893      ;             089 5647273

Prenotazione: Obbligatoria; Telefono prenotazioni:             089 852893

Luogo: Minori, Antiquarium e villa marittima di Minori

Orario: 8-19

Telefono: 089852893

Fax: 089 852893

E-mail: sba-sa.minori@beniculturali.it

Sito web: http://www.archeosa.beniculturali.it

Dove:

Minori, Antiquarium e villa marittima di Minori

Città: Minori

Indirizzo: via Capo di Piazza 28

Provincia: (SA)

Regione: Campania

Telefono: 089852893

Fax: 089 852893

E-mail: sba-sa.minori@beniculturali.it

Sito web: http://www.archeosa.beniculturali.it

Minori, alla Villa Marittima rivivono le abitudini degli antichi romani

Una narrazione testuale ed una installazione multimediale partecipata che evocherà, rigorosamente al calar del sole, la vita dei nobili romani sulle sponde della Costiera Amalfitana, la scansione del giorno e della notte, configurandosi come sfondo di una narrazione che porta in scena le abitudini di un tempo lontano. Teatro dell’evento, firmato da Studio Azzurro, sarà il complesso archeologico della Villa Marittima Romana di Minori. Uno spettacolo a mezzadria tra arte e multimedialità, quello che andrà in scena il 29 aprile nell’ambito del progetto “Ozi Marittimi – storie sensibili nelle “Villae” Romane della Costa d’Amalfi”, ideato dal Comune di Minori e finanziato da Regione Campania e Soprintendenza ai Beni Archeologici con l’intento di sottrarre al degrado il monumento simbolo dell’otium in Costa d’Amalfi.
Continuum Vitae, questo il titolo dello spettacolo progettato e realizzato da Studio Azzurro, è suddiviso in quattro momenti: il mattino, il mezzodì, la sera e la notte ed avrà luogo nel Patio della Villa Romana, occupando in particolare il Viridarium, il Ninfeo, il Triportico, la zona dell’ingresso della Villa in prossimità dell’arco e alcuni spazi interni del piano terra. Nella suggestiva cornice della Villa marittima, si susseguirà un continuum che avrà l’intento di evocare la vita dell’epoca, attraverso suoni e immagini. Queste ultime, proiettate, riproporranno gesti quotidiani: servi e patrizi si avvicendano nella narrazione, permettendo allo spettatore di immergersi nella vita quotidiana della Villa dove sarà possibile assistere anche al rito della preparazione del banchetto, al convito e alla tempesta notturna.
La disposizione delle tecnologie e la sistemazione del pubblico faranno sì che quest’ultimo si senta immerso nello spettacolo mentre il dialogo delle luci pervaderà lo spazio accompagnando l’intera rappresentazione.
Il pubblico potrà inoltre accedere agli spazi della scena e a quelli della parte museale interna della villa, interagendo con le installazioni e con le immagini video, complete di suoni e parlato, che potranno essere attivate dai visitatori stessi. Lo spettatore, così, diventa protagonista principale dello spettacolo e avrà l’occasione di tuffarsi nella realtà dell’età in cui la Villa godeva di massimo splendore.
Il percorso interattivo permanente prevede un’installazione nella stanza della musica (in cui sarà visibile una sintesi dello spettacolo) ed una nel triclinio (ove si potrà osservare il flusso dell’acqua dell’antica fontata).
La partecipazione di Studio Azzurro al progetto di rilancio del sito archeologico, che prevede anche una serie di investimenti per il recupero strutturale dell’antico complesso, non sarà limitato alla produzione del solo spettacolo (fino a tre repliche a serata) ma garantirà l’allestimento permanente di un percorso espositivo, interattivo e multimediale.
“Lo scopo che ci siamo dati è di arricchire di aspetti innovativi un’offerta turistica, le cui tradizionali risorse ambientali e paesaggistiche vanno coniugate con le nuove possibilità legate alla segmentazione di un mercato sempre più esigente e selettivo – spiega il sindaco Andrea Reale – L’evento spettacolare progettato e realizzato da Studio Azzurro, azienda leader a livello internazionale nel settore delle installazioni multimediali, punta non solo a implementare l’offerta turistica ma a costituire un polo di attrazione permanente che dia slancio al monumento attraverso linguaggi tecnologici che recuperare aspetti materiali e immateriali della memoria. La finalità è comunque di creare un vero e proprio circuito archeologico di dimensioni contenute ma di sicura valenza culturale e pertanto di indubbio richiamo mettendo in correlazione con Minori altri siti archeologiche presenti sul territorio quali la Villa di Positano, quella di Tramonti e quella di Vietri sul Mare”.
Lo spettacolo
Gli spettatori avranno modo di assistere dapprima ad una rappresentazione che vede protagonisti sei attori, che agiscono inizialmente da servi di scena, apportando elementi scenografici alle proiezioni, e che diventano poi commensali del banchetto, mentre poeta, musici e ballerine entreranno in scena sugli schermi come silhouette tipiche di un teatro d’ombre.
Il mattino vede compiersi l’offerta rituale ai Lari, protettori della casa: piccoli gesti richiamano i costumi dell’epoca a inizio della giornata e in prossimità di un viaggio e si assiste anche al vociare del porto, ai commenti dei viaggiatori e anche al viaggio in barca per raggiungere il sito. I velari mossi dalla brezza lasciano spazio ai pensieri piacevoli e all’ozio. Le silhouette molto precise, le attività, le luci raffigurano tutti gli aspetti della cultura del tempo. Nel pomeriggio la preparazione del cibo, prologo della festa, è accompagnata dalla lettura delle ricette. Durante la sera, quando i figuranti si trasformano in commensali, l’esperienza del banchetto entra nel vivo: musica, danza, virtuosismi, versi e lazzi poetici coronano il convito. Infine arriva la notte, con la tempesta e la rivelazione della divinità.
Studio Azzurro
E’ un gruppo di ricerca artistica che da trent’anni indaga le possibilità poetiche ed espressive dei linguaggi tecnologici attraverso un’estetica relazionale che ha attenzione per le conseguenze sociali. Progetta e realizza videoambienti, ambienti sensibili, spettacoli teatrali e film, mostre e musei di narrazione con l’obiettivo di aprire un dialogo e un confronto con la gente e recuperare aspetti materiali e immateriali della memoria. Indaga i valori della memoria, del territorio, proponendo l’arte come strumento di apprendimento ed interazione, con la sua proprietà evocativa in un’esperienza originale. Crea nuove modalità di dialogo tra territorio e persone, presentando opere e laboratori che siano luoghi di relazione, valorizzando l’unicità del bene comune, l’etica del luogo, per suscitare nel pubblico amore, cura e rispetto.
I percorsi multimediali, le video-installazioni, i laboratori e workshop realizzati hanno permesso e permettono di applicare le nuove tecnologie nel campo dell’arte e di approfondire l’esperienza virtuale e contestuale, incoraggiando un atteggiamento partecipato e consapevole. Gli ambienti museali e le esperienze didattiche si configurano, quindi, come luoghi di sperimentazione e condivisione.

Una narrazione testuale ed una installazione multimediale partecipata che evocherà, rigorosamente al calar del sole, la vita dei nobili romani sulle sponde della Costiera Amalfitana, la scansione del giorno e della notte, configurandosi come sfondo di una narrazione che porta in scena le abitudini di un tempo lontano. Teatro dell’evento, firmato da Studio Azzurro, sarà il complesso archeologico della Villa Marittima Romana di Minori. Uno spettacolo a mezzadria tra arte e multimedialità, quello che andrà in scena il 29 aprile nell’ambito del progetto “Ozi Marittimi – storie sensibili nelle “Villae” Romane della Costa d’Amalfi”, ideato dal Comune di Minori e finanziato da Regione Campania e Soprintendenza ai Beni Archeologici con l’intento di sottrarre al degrado il monumento simbolo dell’otium in Costa d’Amalfi.Continuum Vitae, questo il titolo dello spettacolo progettato e realizzato da Studio Azzurro, è suddiviso in quattro momenti: il mattino, il mezzodì, la sera e la notte ed avrà luogo nel Patio della Villa Romana, occupando in particolare il Viridarium, il Ninfeo, il Triportico, la zona dell’ingresso della Villa in prossimità dell’arco e alcuni spazi interni del piano terra. Nella suggestiva cornice della Villa marittima, si susseguirà un continuum che avrà l’intento di evocare la vita dell’epoca, attraverso suoni e immagini. Queste ultime, proiettate, riproporranno gesti quotidiani: servi e patrizi si avvicendano nella narrazione, permettendo allo spettatore di immergersi nella vita quotidiana della Villa dove sarà possibile assistere anche al rito della preparazione del banchetto, al convito e alla tempesta notturna.La disposizione delle tecnologie e la sistemazione del pubblico faranno sì che quest’ultimo si senta immerso nello spettacolo mentre il dialogo delle luci pervaderà lo spazio accompagnando l’intera rappresentazione.Il pubblico potrà inoltre accedere agli spazi della scena e a quelli della parte museale interna della villa, interagendo con le installazioni e con le immagini video, complete di suoni e parlato, che potranno essere attivate dai visitatori stessi. Lo spettatore, così, diventa protagonista principale dello spettacolo e avrà l’occasione di tuffarsi nella realtà dell’età in cui la Villa godeva di massimo splendore.Il percorso interattivo permanente prevede un’installazione nella stanza della musica (in cui sarà visibile una sintesi dello spettacolo) ed una nel triclinio (ove si potrà osservare il flusso dell’acqua dell’antica fontata).La partecipazione di Studio Azzurro al progetto di rilancio del sito archeologico, che prevede anche una serie di investimenti per il recupero strutturale dell’antico complesso, non sarà limitato alla produzione del solo spettacolo (fino a tre repliche a serata) ma garantirà l’allestimento permanente di un percorso espositivo, interattivo e multimediale.”Lo scopo che ci siamo dati è di arricchire di aspetti innovativi un’offerta turistica, le cui tradizionali risorse ambientali e paesaggistiche vanno coniugate con le nuove possibilità legate alla segmentazione di un mercato sempre più esigente e selettivo – spiega il sindaco Andrea Reale – L’evento spettacolare progettato e realizzato da Studio Azzurro, azienda leader a livello internazionale nel settore delle installazioni multimediali, punta non solo a implementare l’offerta turistica ma a costituire un polo di attrazione permanente che dia slancio al monumento attraverso linguaggi tecnologici che recuperare aspetti materiali e immateriali della memoria. La finalità è comunque di creare un vero e proprio circuito archeologico di dimensioni contenute ma di sicura valenza culturale e pertanto di indubbio richiamo mettendo in correlazione con Minori altri siti archeologiche presenti sul territorio quali la Villa di Positano, quella di Tramonti e quella di Vietri sul Mare”.Lo spettacoloGli spettatori avranno modo di assistere dapprima ad una rappresentazione che vede protagonisti sei attori, che agiscono inizialmente da servi di scena, apportando elementi scenografici alle proiezioni, e che diventano poi commensali del banchetto, mentre poeta, musici e ballerine entreranno in scena sugli schermi come silhouette tipiche di un teatro d’ombre.Il mattino vede compiersi l’offerta rituale ai Lari, protettori della casa: piccoli gesti richiamano i costumi dell’epoca a inizio della giornata e in prossimità di un viaggio e si assiste anche al vociare del porto, ai commenti dei viaggiatori e anche al viaggio in barca per raggiungere il sito. I velari mossi dalla brezza lasciano spazio ai pensieri piacevoli e all’ozio. Le silhouette molto precise, le attività, le luci raffigurano tutti gli aspetti della cultura del tempo. Nel pomeriggio la preparazione del cibo, prologo della festa, è accompagnata dalla lettura delle ricette. Durante la sera, quando i figuranti si trasformano in commensali, l’esperienza del banchetto entra nel vivo: musica, danza, virtuosismi, versi e lazzi poetici coronano il convito. Infine arriva la notte, con la tempesta e la rivelazione della divinità.Studio AzzurroE’ un gruppo di ricerca artistica che da trent’anni indaga le possibilità poetiche ed espressive dei linguaggi tecnologici attraverso un’estetica relazionale che ha attenzione per le conseguenze sociali. Progetta e realizza videoambienti, ambienti sensibili, spettacoli teatrali e film, mostre e musei di narrazione con l’obiettivo di aprire un dialogo e un confronto con la gente e recuperare aspetti materiali e immateriali della memoria. Indaga i valori della memoria, del territorio, proponendo l’arte come strumento di apprendimento ed interazione, con la sua proprietà evocativa in un’esperienza originale. Crea nuove modalità di dialogo tra territorio e persone, presentando opere e laboratori che siano luoghi di relazione, valorizzando l’unicità del bene comune, l’etica del luogo, per suscitare nel pubblico amore, cura e rispetto.I percorsi multimediali, le video-installazioni, i laboratori e workshop realizzati hanno permesso e permettono di applicare le nuove tecnologie nel campo dell’arte e di approfondire l’esperienza virtuale e contestuale, incoraggiando un atteggiamento partecipato e consapevole. Gli ambienti museali e le esperienze didattiche si configurano, quindi, come luoghi di sperimentazione e condivisione. ( da Il Vescovado)

Il sito archeologico della Villa romana Marittima di Minori diventa multimediale

Roma, 17 apr. – (Adnkronos) – Sottrarre al degrado uno dei luoghi simbolo dell’otium romano in Costa d’Amalfi, attraverso un progetto capace di risolvere carenze strutturali, e accreditarlo a pieno titolo nel circuito dei grandi attrattori turistici, anche mediante l’impiego di animazioni e multimedialita’. Parte con questo intento il rilancio del sito archeologico della Villa Romana Marittima di Minori, meta ogni anno di migliaia di turisti e che a fine aprile sara’ teatro del progetto regionale denominato ‘Ozi Marittimi’ che, oltre a un evento organizzato da una delle piu’ prestigiose aziende italiane nel settore delle installazioni multimediali, prevede interventi strutturali e interattivita’.
Il corposo intervento promosso dal Comune di Minori, e finanziato dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici sara’ presentato domani pomeriggio alle ore 18,30 nel corso di un consiglio comunale straordinario a cui partecipera’ anche il soprintendente Adele Campanelli, che illustrera’ nel dettaglio gli interventi in programma.
Nel complesso archeologico, destinatario del restyling, e’ prevista l’implementazione stabile di allestimenti di ultima generazione per la fruizione dei beni archeologici, con modalita’ originali quanto accattivanti. Infine, saranno corposi gli interventi di risanamento strutturale, non piu’ rinviabili per la sopravvivenza stessa di un’area di notevole pregio storico e monumentale.
“Lo scopo che ci siamo dati e’ di arricchire di aspetti innovativi un’offerta turistica, le cui tradizionali risorse ambientali e paesaggistiche vanno coniugate con le nuove possibilita’ legate alla segmentazione di un mercato sempre piu’ esigente e selettivo – spiega il sindaco Andrea Reale – Le amministrazioni locali della costiera amalfitana hanno fatto fronte comune in vista di un obiettivo fondamentale per la valorizzazione e il rilancio del comprensorio”.
E in questa strategia rientra il progetto Ozi Marittimi – storie sensibili nelle ‘Villae’ Romane della Costa d’Amalfi, che vede coinvolti tutti i paesi costieri attraverso la Conferenza dei Sindaci, col supporto finanziario della Regione Campania e la partecipazione qualificante della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta.
Il Comune di Minori, in particolare, fa da capofila dell’iniziativa a ragione della piena corrispondenza di questa con le linee-guida della propria azione amministrativa. Non e’ un caso, quindi, che proprio la Villa Marittima Romana di Minori funga da centro logistico di una serie di interventi e di manifestazioni.

Roma, 17 apr. – (Adnkronos) – Sottrarre al degrado uno dei luoghi simbolo dell’otium romano in Costa d’Amalfi, attraverso un progetto capace di risolvere carenze strutturali, e accreditarlo a pieno titolo nel circuito dei grandi attrattori turistici, anche mediante l’impiego di animazioni e multimedialita’. Parte con questo intento il rilancio del sito archeologico della Villa Romana Marittima di Minori, meta ogni anno di migliaia di turisti e che a fine aprile sara’ teatro del progetto regionale denominato ‘Ozi Marittimi’ che, oltre a un evento organizzato da una delle piu’ prestigiose aziende italiane nel settore delle installazioni multimediali, prevede interventi strutturali e interattivita’.Il corposo intervento promosso dal Comune di Minori, e finanziato dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici sara’ presentato domani pomeriggio alle ore 18,30 nel corso di un consiglio comunale straordinario a cui partecipera’ anche il soprintendente Adele Campanelli, che illustrera’ nel dettaglio gli interventi in programma.Nel complesso archeologico, destinatario del restyling, e’ prevista l’implementazione stabile di allestimenti di ultima generazione per la fruizione dei beni archeologici, con modalita’ originali quanto accattivanti. Infine, saranno corposi gli interventi di risanamento strutturale, non piu’ rinviabili per la sopravvivenza stessa di un’area di notevole pregio storico e monumentale.”Lo scopo che ci siamo dati e’ di arricchire di aspetti innovativi un’offerta turistica, le cui tradizionali risorse ambientali e paesaggistiche vanno coniugate con le nuove possibilita’ legate alla segmentazione di un mercato sempre piu’ esigente e selettivo – spiega il sindaco Andrea Reale – Le amministrazioni locali della costiera amalfitana hanno fatto fronte comune in vista di un obiettivo fondamentale per la valorizzazione e il rilancio del comprensorio”.E in questa strategia rientra il progetto Ozi Marittimi – storie sensibili nelle ‘Villae’ Romane della Costa d’Amalfi, che vede coinvolti tutti i paesi costieri attraverso la Conferenza dei Sindaci, col supporto finanziario della Regione Campania e la partecipazione qualificante della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta.Il Comune di Minori, in particolare, fa da capofila dell’iniziativa a ragione della piena corrispondenza di questa con le linee-guida della propria azione amministrativa. Non e’ un caso, quindi, che proprio la Villa Marittima Romana di Minori funga da centro logistico di una serie di interventi e di manifestazioni.