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“Notte dei Musei”

La manifestazione è stata promossa dal Ministero del beni e delle attività culturali e dal Consiglio d’Europa in 47 paesi

ed in tutta Italia. Anche Minori , come ogni anno aderisce a questa iniziativa con  la Villa Archeologica Romana ovvero l’ esempio meglio conservato dell’architettura residenziale di lusso dell’aristocrazia e della borghesia romana, costruita tra il periodo augusteo ed il periodo di giulio-claudia lungo la Costa D’Amalfi
La ricchezza decorativa della villa è  testimonianza inequivocabile della bellezza di questo sito archeologico, dove si possono ammirare mosaici del triclinio-ninfeo e delle terme, materiale marmoreo e monete ascrivibili al III-IV secolo d.C.
Vivere un’esperienza notturna nella villa marittima archeologica di Minori sarà una clamorosa fioritura di emozioni.

Sabato 17 Aprile 2014

“Notte Europea dei Musei”

Minori partecipa :

Villa Archeologica Romana aperta fino alle 24.00

Pro Loco Minori costa d’Amalfi
Via Roma,30 – 84010 Minori (SA)
tel.fax.(+39).089.877087
prolocominori@alice.it – prolocominori@gmail.com
www.proloco.minori.sa.it
FB : www.facebook.com/pro.minori

I musei aperti a Salerno e provincia a Natale e Capodanno

I musei aperti a Salerno e provicia a Natale e Capodanno
„Un Natale all’insegna della cultura e dell’arte, quello che si prospetta per i salernitani: i musei e le aree archeologiche della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, a Natale e Capodanno, non vanno in vacanza. Nella nostra provincia, dunque, il Museo Archeologico e l’area archeologica di Paestum, in occasione dell’apertura straordinaria del 25 dicembre e del 1° gennaio, resteranno aperti dalle ore 8 alle ore 14.I musei aperti a Salerno e provicia a Natale e Capodanno
„Il Museo diocesano, con la mostra “Salerno dopo lo tsunami di 4000 anni fa”, accoglie i visitatori dalle ore 8.30 alle 20.30, mentre a Minori, la Villa romana e antiquarium è aperta dalle ore 8.30 alle 14.30, offrendo anche visite guidate su richiesta. A Nocera, il Teatro ellenistico in località Pareti e la Necropoli Monumentale di Pizzone sono visitabili dalle 8 alle 14, mentre ad Ascea, l’Area Archeologica di Velia, dalle ore 8.30 alle 14.30 e ad Eboli, il Museo Archeologico Nazionale dalle ore 8.30 alle 14.30 ed il Museo Scuola Medica Salernitana dalle 15:30 alle 21:30. Infine, a Sarno, il Museo Archeologico Nazionale e l’area archeologica del Teatro in località Foce, potra nno essere esplorati dalle ore 8 alle 14. Non resta che l’imbarazzo della scelta.“

Potrebbe interessarti:http://www.salernotoday.it/cronaca/musei-aperti-salerno-provincia-25-dicembre-1-gennaio-2013.html

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Minori, venerdì 21 giugno la “Festa della Musica”

Tutta l’Europa, in questo giorno, si ritrova unita nel celebrare uno degli appuntamenti più movimentati e culturalmente rilevanti del panorama musicale.
La Festa della Musica si attesta, ormai, tra gli appuntamenti annuali consolidati anche per la Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta che se ne fa promotrice per il sesto anno consecutivo, aderendo alla giornata internazionale.
Quest’anno la festa della Musica approda in Costiera Amalfitana, nella suggestiva e poetica cornice della Villa Romana di Minori.
La Villa Marittima risale all’inizio del I sec.d.C. Dell’edificio, originariamente su due livelli, sono visibili solo alcuni ambienti ornati di stucchi e resti di affreschi organizzati intorno al viridarium, cinto da portico ad arcate. Interessanti sono,inoltre, il triclinium e le terme.
Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è collegato l’annesso Antiquarium, che raccoglie pitture e materiale romano rinvenuto in altre ville della zona.
Le ricche decorazioni pittoriche del triportico e degli ambienti interni (III stile pompeiano), consentono di collocare l’impianto originario della villa nell’età giulio-claudia
A partire dalle 18:00 allo scenario mozzafiato e al paesaggio incantato si uniranno le note e i ritmi di strumenti, passi e voci: la musica, vera protagonista della festa, entrerà in scena con tutto il suo vigore emotivo.
Nel corso della serata sarà possibile visitare esposizioni di strumenti e produzioni artigianali e prendere parte alle degustazioni di prodotti tipici enogastronomici.
L’evento è promosso dalla Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta e dalle associazioni Daltrocanto e Mumble Rumble con la collaborazione del Comune di Minori, della Pro Loco di Minori e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno.

Programma musicale

ACCADEMIA MUSICALE ETHOS: il cerchio della vita
performance di voci, bicchieri e strumenti ritmici
CORO POLIFONICO AMICI DI SAN FRANCESCO
CORO VOCI BIANCHE E VERDI NOTE della Scuola di musica Cammarota di Minori
KINDER QUARTET – Quartetto di chitarre dell’Associazione Officine Musicali di Baronissi
ROBERTA PARRAVANO: |EURITMOS| performance breve di teatro danza e danze etniche
GRUPPO ZED
SANCTO JANNE
ANTONIO SMIRIGLIA & COMPAGNIA DALTROCANTO
…e i ragazzi dei laboratori “Danzare Insieme 2013”

Leggi: http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?articolo=festa-della-musica-21-giugno-2013-villa-romana–minori&ID=16146#ixzz2Wenclu6y

MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”

MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”
Segnaliamo con piacere un articolo dell’amico professor dott. Massimo Gambardella (docente di latino in Piemonte), pubblicato su Positanonews, in celebrazione degli ottanta anni dalla scoperta dell’antica Villa romana marittima di Minori (SA).
MINORI (COSTA D’AMALFI): Era l’aprile dell’anno 1932. Più o meno proprio in questi giorni un piccolo cantiere edile stava per trasformarsi in un rinvenimento eccezionale, forse non totalmente inatteso, almeno per alcuni. Ma andiamo per ordine, partendo dai fatti.
Tra le carte conservate presso l’archivio della Direzione dei Musei Provinciali di Salerno si possono leggere alcuni interessanti documenti relativi all’accaduto.
Non mi è stato possibile rintracciare un’indicazione più precisa circa la data, ma almeno i nomi di alcuni protagonisti sono segnalati nelle carte dell’epoca. Innanzitutto, il muratore capomastro Luigi D’Amato; oltre a lui, un esposto datato 10 ottobre 1936 indica come scopritori, forse non in prima battuta ma come persone in varia misura coinvolte nella vicenda, Alfonso Sammarco (fu Alfonso), proprietario del suolo in cui erano in corso dei lavori di scavo, gli operai Gerardo Proto (fu Giovanni) e Salvatore Proto (fu Giuseppe) e il mastro muratore Domenico D’Amato. Più o meno la scoperta si determinò per la più classica delle casualità: ne rievoco qualche particolare attraverso le parole del D’Amato stesso, contenute in una lettera del 23 dicembre 1936. I toni sono epici, come si conviene: “In un giorno di splendida aurora e nell’intensa volontà di lavoro, mentre raccoglieva materiali per tale costruzione [si tratta di un manufatto murario in costruzione sul suolo del Sammarco], sentì sotto un’eco che annunziava qualche cosa d’importanza: a tale impressione egli cercò subito un piccone ed incominciai [sic!] a rompere la vecchia fabbrica facendo un foro di 50 cent. quadrati all’incirca, ove con una lunga scala all’uso contadino scendette giù al grande salone nascosto, informandone immediatamente l’autorità locale ed a loro volta i Capi di Cot. On.le Provincia, i quali energicamente ne curarono i lavori di scavo”.
Il documento, al di là delle caratteristiche formali, è pure interessante perché contenente una supplica a che lo scopritore fosse preferito in qualche attività legata alla gestione del sito (“qualsiasi lavoro o assistenza”, si legge). Forse c’è da cogliere anche il segno di una situazione economica non florida per un paesino la cui principale ricchezza, i pastifici, segnavano il passo e il turismo era ancora di là da venire. In ogni caso, da quel momento iniziò la fase degli scavi e delle demolizioni: i primi riportarono alla luce, nel corso di alcuni anni, gli ambienti del piano inferiore e tracce del piano superiore, alcuni affreschi e qualche mosaico (oltre ad una serie variegata di reperti in parte conservati nell’attuale Antiquarium) e dimostrarono quanto l’insediamento romano fosse esteso nella valle del Reginna Minor. Si pensi che resti di ambienti romani sono stati rinvenuti anche nei pressi dell’attuale chiesa di Santa Lucia (per chi conosce il paese, ben più a nord rispetto al sito). Le demolizioni, poi, interessarono una serie di edifici che insistevano in particolare lungo i lati meridionale e occidentale del porticato.
Quella degli scavi è forse una pagina ancora da scrivere: ad esempio, quanto è stato perso (o nascosto!) con il successivo sviluppo edilizio del secondo dopoguerra? Ma non è questo l’unico interrogativo che non ha trovato risposta (se pur sarà possibile trovarne una). Nulla si sa circa l’identità del proprietario della villa. Da approfondire sarebbe anche la questione relativa all’uso di alcuni ambienti già prima del 1932. Come noto, le prime notizie relative all’esistenza di un edificio di età romana risalgono agli anni settanta del XIX, allorquando Luigi Staibano, componente della Commissione Archeologica di Principato Citra, attestò l’esistenza di terme (ancora oggi visitabili). Né va dimenticato che l’area in cui sorge la villa è indicata nei documenti e nelle carte ottocentesche come “località Grotte”, un chiaro segnale che alcuni ambienti erano stati presumibilmente già “scoperti” e usati come cantine.
La villa marittima risale al I sec. d. C.: ha dunque duemila anni di vita, ha i suoi acciacchi, come si conviene ad un vecchietto che ne ha viste tante. Merita le nostre cure e le nostre attenzioni. Merita di essere celebrata e conosciuta. E forse ulteriormente studiata. Per il momento ricordiamoci almeno della sua esistenza.
Un’ultima nota: esistono già degli studi sul sito archeologico e sarebbe opportuno che essi fossero raccolti nella Biblioteca comunale (se ancora non è stato fatto), accanto alla documentazione fotografica e audiovisiva esistente. Mi permetto di segnalare ai più curiosi una chicca: sul sito internet dell’Istituto Luce è possibile rintracciare un brevissimo filmato sui lavori di scavo risalenti agli anni Trenta.
Un punto di partenza obbligato, forse, per rendere attuali questi elementari auspici.
Dott. Prof. Gambardella Massimo

MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”Posted on 26 aprile 2012 by dla 0Segnaliamo con piacere un articolo dell’amico professor dott. Massimo Gambardella (docente di latino in Piemonte), pubblicato su Positanonews, in celebrazione degli ottanta anni dalla scoperta dell’antica Villa romana marittima di Minori (SA).
MINORI (COSTA D’AMALFI): Era l’aprile dell’anno 1932. Più o meno proprio in questi giorni un piccolo cantiere edile stava per trasformarsi in un rinvenimento eccezionale, forse non totalmente inatteso, almeno per alcuni. Ma andiamo per ordine, partendo dai fatti.

Tra le carte conservate presso l’archivio della Direzione dei Musei Provinciali di Salerno si possono leggere alcuni interessanti documenti relativi all’accaduto.
Non mi è stato possibile rintracciare un’indicazione più precisa circa la data, ma almeno i nomi di alcuni protagonisti sono segnalati nelle carte dell’epoca. Innanzitutto, il muratore capomastro Luigi D’Amato; oltre a lui, un esposto datato 10 ottobre 1936 indica come scopritori, forse non in prima battuta ma come persone in varia misura coinvolte nella vicenda, Alfonso Sammarco (fu Alfonso), proprietario del suolo in cui erano in corso dei lavori di scavo, gli operai Gerardo Proto (fu Giovanni) e Salvatore Proto (fu Giuseppe) e il mastro muratore Domenico D’Amato. Più o meno la scoperta si determinò per la più classica delle casualità: ne rievoco qualche particolare attraverso le parole del D’Amato stesso, contenute in una lettera del 23 dicembre 1936. I toni sono epici, come si conviene: “In un giorno di splendida aurora e nell’intensa volontà di lavoro, mentre raccoglieva materiali per tale costruzione [si tratta di un manufatto murario in costruzione sul suolo del Sammarco], sentì sotto un’eco che annunziava qualche cosa d’importanza: a tale impressione egli cercò subito un piccone ed incominciai [sic!] a rompere la vecchia fabbrica facendo un foro di 50 cent. quadrati all’incirca, ove con una lunga scala all’uso contadino scendette giù al grande salone nascosto, informandone immediatamente l’autorità locale ed a loro volta i Capi di Cot. On.le Provincia, i quali energicamente ne curarono i lavori di scavo”.
Il documento, al di là delle caratteristiche formali, è pure interessante perché contenente una supplica a che lo scopritore fosse preferito in qualche attività legata alla gestione del sito (“qualsiasi lavoro o assistenza”, si legge). Forse c’è da cogliere anche il segno di una situazione economica non florida per un paesino la cui principale ricchezza, i pastifici, segnavano il passo e il turismo era ancora di là da venire. In ogni caso, da quel momento iniziò la fase degli scavi e delle demolizioni: i primi riportarono alla luce, nel corso di alcuni anni, gli ambienti del piano inferiore e tracce del piano superiore, alcuni affreschi e qualche mosaico (oltre ad una serie variegata di reperti in parte conservati nell’attuale Antiquarium) e dimostrarono quanto l’insediamento romano fosse esteso nella valle del Reginna Minor. Si pensi che resti di ambienti romani sono stati rinvenuti anche nei pressi dell’attuale chiesa di Santa Lucia (per chi conosce il paese, ben più a nord rispetto al sito). Le demolizioni, poi, interessarono una serie di edifici che insistevano in particolare lungo i lati meridionale e occidentale del porticato.
Quella degli scavi è forse una pagina ancora da scrivere: ad esempio, quanto è stato perso (o nascosto!) con il successivo sviluppo edilizio del secondo dopoguerra? Ma non è questo l’unico interrogativo che non ha trovato risposta (se pur sarà possibile trovarne una). Nulla si sa circa l’identità del proprietario della villa. Da approfondire sarebbe anche la questione relativa all’uso di alcuni ambienti già prima del 1932. Come noto, le prime notizie relative all’esistenza di un edificio di età romana risalgono agli anni settanta del XIX, allorquando Luigi Staibano, componente della Commissione Archeologica di Principato Citra, attestò l’esistenza di terme (ancora oggi visitabili). Né va dimenticato che l’area in cui sorge la villa è indicata nei documenti e nelle carte ottocentesche come “località Grotte”, un chiaro segnale che alcuni ambienti erano stati presumibilmente già “scoperti” e usati come cantine.
La villa marittima risale al I sec. d. C.: ha dunque duemila anni di vita, ha i suoi acciacchi, come si conviene ad un vecchietto che ne ha viste tante. Merita le nostre cure e le nostre attenzioni. Merita di essere celebrata e conosciuta. E forse ulteriormente studiata. Per il momento ricordiamoci almeno della sua esistenza.
Un’ultima nota: esistono già degli studi sul sito archeologico e sarebbe opportuno che essi fossero raccolti nella Biblioteca comunale (se ancora non è stato fatto), accanto alla documentazione fotografica e audiovisiva esistente. Mi permetto di segnalare ai più curiosi una chicca: sul sito internet dell’Istituto Luce è possibile rintracciare un brevissimo filmato sui lavori di scavo risalenti agli anni Trenta.
Un punto di partenza obbligato, forse, per rendere attuali questi elementari auspici.

Dott. Prof. Gambardella Massimo

Ozi marittimi

Dopo che nel 31 a.C., ad Azio in Grecia, Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra, ponendo fine a decenni di guerre civili che avevano insanguinato Roma, nessun bisogno fu più grande di quello di un periodo di pace e stabilità. Il vincitore dei nemici giurati di Roma, divenuto imperatore e nominato dal Senato Augustus, riuscì attraverso le capacità politiche e la raffinatezza intellettuale della sua corte a trasformare profondamente non solo l’immagine della città di Roma ma ogni aspetto della vita romana…..

per saperne di più

http://www.ozimarittimi.it/new/